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Narrativa

La milleunesima notte di Alejandro César Alvarez, La chimera di Riccardo Lupo, Uomo-scimmia di Giuseppe Costantino Budetta, I fidanzati di Rossana D'Angelo, Teknostorie di Massimiliano Chiamenti

Poesia italiana

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poesie di Massimo Acciai, Maria Chiara, Rossana D'Angelo, Antonio Messina, Giacomo Occupati, Enrico Pietrangeli

Poesia in lingua

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La bacheca degli annunci assurdi

Una nuova rubrica tra l'aforistico, il poetico e l'umorismo..
Di Rossana D'Angelo

Recensioni

Non tutti i dubbi sono di plastica di Angelo Zabaglio
Un criceto al computer di Lenio Vallati - recensione di Massimo Acciai
Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich - recensione di Vladimir OKC
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La catena non si spezza di Franco Santamaria

Interviste

Intervista ad Andrea Moneti (autore di "1527")
di Massimo Acciai

Convegni

I Balcani e l'Europa: l'uomo senza confine
di Marco Bazzato

Intervista ad Andrea Moneti
autore di "1527"

di Massimo Acciai


Del romanzo storico "1527" abbiamo già parlato nello scorso numero. Abbiamo deciso di riprendere il discorso con l'autore, ponendogli alcune domande per conoscerlo meglio e comprendere la genesi di questa interessante opera contemporanea. L'intervista si è svolta tramite e-mail. Andrea Moneti ha risposto cortesemente in data 25 novembre.


Cominciamo dai suoi studi, dalla sua formazione culturale…
[Andrea Moneti]:
Nella vita di tutti i giorni sono un ingegnere gestionale, esperto di marketing di acquisto, logistica industriale, etc. etc. Mi sono laureato in Ingegneria a Bologna dopo aver studiato al Liceo Scientifico F.Redi di Arezzo, dove è sbocciata (anche se in realtà era già presente in me) la passione per la storia e la letteratura. Ma questo non è che il "fare" della mia vita. "L'essere" è altra cosa, per fortuna. Credo, infatti, che la formazione culturale sia un processo continuo. E pur essendo toscano, appartenente, quindi, a una regione fortemente campanilistica, mi sento un cittadino del mondo. Basta sapere chi sei e da dove vieni.

Quando ha iniziato a scrivere?
[AM]:
Ho iniziato a scrivere in maniera seria e cosciente circa sei anni fa. E l'ho fatto, un po' come tutti,pPiù per caso che per reale convinzione, passando da pensieri e racconti sconclusionati a un progetto molto complesso come il mio primo romanzo Eretica Pravità, che ha richiesto ben tre anni di ricerca storica

Quali sono stati i suoi modelli, gli autori che ha amato di più, che hanno contribuito a formare il suo stile?
[AM]:
Non sono appassionato di un genere in particolare. Leggo un po' di tutto, dalla narrativa alla saggistica. Ciò che leggo è piuttosto frutto del momento. Sicuramente tra i miei autori preferiti includo Forsyth (mi piace molto il suo modo di scrivere) al quale aggiungo libri e scrittori, in ordine puramente casuale, come "Momo" di Micheal Ende, "Il nome della Rosa" di Umberto Eco, "Q" di Luther Blisset (oggi i Wu Ming Fundation), "Il diavolo nel deserto" di Jim Crace (dove dimostra una capacità descrittiva unica), "La fattoria degli animali" di Gorge Orwell. Aggiungerei anche "La noia" di Alberto Moravia, "Il processo" di Kafka e, già che ci siamo, anche "La peste" di Camus e "Il mondo di Sofia" di Jostein Gaarder.

Come nasce il romanzo "1527"?
[AM]:
Nasce per poter dire la mia su un tema scottante e delicato come la guerra, purtroppo una costante della storia. Non c'è assolutamente nulla di nobile e di giusto nella guerra. Oggi vedo costruire troppi muri intorno a me, vedo troppe chiusure verso l'altro, sia a Occidente come a Oriente. Di fronte a un messaggio semplicistico e estremo (e devo dire accattivante) come quello di Oriana Fallaci, ho avvertito la necessità di intervenire per parlare della guerra, quelle di ieri come quelle di oggi. E, per evitare stereotipi ormai asfissianti come il tema delle crociate o del terrorismo, ho trasposto la Bagdad odierna a Roma durante il terribile sacco del 1527. Una città occupata e divisa tra le profonde divisioni tra protestanti e cattolici. Perfetta per parlare delle vicende di oggi, no? I due protagonisti principali, Heinrich, capitano lanzichenecco e luterano, e Messer Stefano, cerusico in una corte cardinalizia e cattolico, costretti a convivere per una serie di eventi, sapranno trovare una forma di dialogo e, in una certa misura di rispetto. È questo il filo che lega ogni pagina del romanzo: dialogare è possibile, è sempre possibile. Provo un profondo disgusto e nausea tutte le volte che sento parlare di "effetti collaterali" quando qualche cosiddetta "bomba intelligente" colpisce innocenti. È un'espressione terribile, che trasforma l'orrore della guerra in un videogioco.

Appare evidente il grande lavoro di ricerca storica che sorregge la narrazione...
[AM]:
Sì, "1527", pur essendo stato scritto sotto la forma del giallo, rimane comunque un romanzo storico. Ed è ovvio che se si vuole parlare di fatti storici l'ultima cosa che si può fare è scrivere delle inesattezze. Per questo "1527" ha richiesto almeno un anno e mezzo di ricerche.

Quanto tempo ha richiesto l'ultimazione del romanzo?
[AM]:
Aggiungerei un altro anno di stesura narrativa.

Il tema dei conflitti religioni è quanto mai attuale, ma qual è in poche parole la sua visione sulla molteplicità di fedi che esistevano nel passato ed esistono oggigiorno?
[AM]:
Vede, la Storia è tutto ciò che rimane, ma non necessariamente ciò che è stato. È sempre stata scritta dai vincitori. Dei perdenti nulla, o poco più, rimane e, quel poco che sappiamo di loro, a stento affiora attraverso le pieghe del tempo. Il tema delle eresie è affascinante perché quando si parla di eresie, in primo luogo, si parla di "scelte. Pochi sono coscienti del fatto che, al di là del significato negativo che il termine ha assunto nel linguaggio corrente, - linguaggio imposto da un'istituzione egemone, la Chiesa - il termine "eresia" deriva dal greco hàiresis, termine che, nel suo significato originale, significava, appunto, "scelta". Ogni ideologia o religione, intesa come istituzione, ogni verità e pensiero che assume il valore assoluto di un dogma, porta con sé i germi dell'eresia. Da qui la Riforma di Lutero. Da qui gli Anabattisti di cui parla il romanzo.

"1527" ha ottenuto molto importanti riconoscimenti. Cosa pensa dei concorsi letterari?
[AM]:
Anche Eretica pravità ha ottenuto vari riconoscimenti letterari, almeno una dozzina. È indubbio e banale sottolineare la gioia immensa che ho provato ogni volta che è accaduto e accade con "1527". Ma la cosa forse ancora più bella è aver potuto conoscere, in questi frangenti, persone stimolanti e impegnate nella cultura. Ci sono comunque premi e premi. Quelli autoreferenziali, dove si fa sfrutta l'evento per dare sfoggio della propria cultura e posizione sociale. A questi vanno aggiunti quelli già decisi e stabiliti tra le varie case editrici (soprattutto quelli più famosi e importanti), a cui è perfettamente inutile partecipare. Poi, per fortuna, ancora esistono premi dove la competizione (spero che mi passi il termine) è sana e vera. E alla fine vince il migliore (almeno quello che la giuria ha giudicato il migliore).

Progetti per il prossimo futuro?
[AM]:
Ho già terminato un altro romanzo, un thriller ambientato ai giorni nostri, scritto per parlare di alcuni problemi sociali che sono sotto gli occhi di tutti. Poi ho già il materiale pronto per un nuovo romanzo storico, ambientato nella Comune di Parigi del 1871. E in testa ho almeno altre due storie da raccontare. Ma ancora in fase più che embrionale. So solo che ormai non posso più fare a meno di scrivere perché è un viaggio, è un dentro di sé.

Grazie, Andrea per aver soddisfatto le nostre curiosità!
[AM].
Grazie a voi. E in bocca al lupo! E non dimenticate di andare a vedere ogni tanto il mio sito personale www.andreamoneti.it

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