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Narrativa

La milleunesima notte di Alejandro César Alvarez, La chimera di Riccardo Lupo, Uomo-scimmia di Giuseppe Costantino Budetta, I fidanzati di Rossana D'Angelo, Teknostorie di Massimiliano Chiamenti

Poesia italiana

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici inediti, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie di Massimo Acciai, Maria Chiara, Rossana D'Angelo, Antonio Messina, Giacomo Occupati, Enrico Pietrangeli

Poesia in lingua

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici, in una lingua diversa dall'italiano, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie in lingua napoletana e pisana

La bacheca degli annunci assurdi

Una nuova rubrica tra l'aforistico, il poetico e l'umorismo..
Di Rossana D'Angelo

Recensioni

Non tutti i dubbi sono di plastica di Angelo Zabaglio
Un criceto al computer di Lenio Vallati - recensione di Massimo Acciai
Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich - recensione di Vladimir OKC
La leggenda dei pesci bambini di Francesco Bova
Atomico Dandy di Piersandro Pallavicini - recensione di Enrico Pietrangeli
Dovere d'allegria di Giulio Bogani - recensione di Lorenzo Carpentiero
La catena non si spezza di Franco Santamaria

Interviste

Intervista ad Andrea Moneti (autore di "1527")
di Massimo Acciai

Convegni

I Balcani e l'Europa: l'uomo senza confine
di Marco Bazzato

III MEETING INTERNAZIONALE
DEGLI SCRITTORI BALCANICI
Balcani e l'Europa: l'uomo senza confine
Ventunesimo secolo: l'inizio dell'avvenir?
 

Intervento di Marco Bazzato


Gentile Vice Ministro della Cultura Sig.ra Nadezda Zacharieva, signore e signori, desiderio ringraziare l'associazione Nazionale degli Scrittori Bulgari, tutti i membri, il presidente Nicolai Petev, il signor Mumun Tachir, i cittadini e l'amministrazione di Kargiali che con dedizione hanno permesso l'organizzazione di questo evento.
Sono onorato d'essere stato chiamato in questo consesso, come uomo e come scrittore mi sento legato a questa parte d'Europa che mi ha accettato e mi ha permesso di sentirmi anche figlio di questa cultura millenaria.
Spesso mi viene chiesto cosa rappresentano i Balcani per il resto d'Europa?
È una domanda a cui è difficile rispondere in virtù di come arbitrariamente questa regione viene descritta dai media occidentali. Ma non è mia intenzione ripetere gli assiomi stereotipati andando ad unirmi a quanti preferiscono osservare la realtà con l'occhio critico delle manchevolezze e delle problematiche.
Senza nasconderci dietro a sofismi e distinguo, preferisco invece portare all'attenzione a quanti mi chiedono, delle risorse intellettuali, culturali e ambientali che ho potuto conoscere ed apprezzare nel corso del tempo.
Sono molteplici gli approcci che si possono utilizzare per provare a descrivere la situazione dei Balcani, in special modo della Bulgaria all'alba di questo ventunesimo secolo.
Credo che si possa definire la Bulgaria odierna come un grande laboratorio multi culturale. Un progetto non studiato a tavolino, ma formatosi nel corso degli anni, che quotidianamente vive di espressioni diversificate di idee culture, religioni, e nonostante le difficoltà, il Paese tende la mano, aprendosi l'una alle altre, con spirito di reciprocità e non invadenza.
Sento però, e per questo nessuno dei presenti me ne voglia, che ci sono ancora molti passi da compiere affinché la cultura dell'integrazione diventi un patrimonio comune non solo dei Balcani, ma di tutte le nazioni.
A volte mi chiedo cos'è la storia?
Può sembrare retorica, ma ho cercato nel corso del tempo una serie di risposte, certo non esaustive, ma di convergenze che permettessero di vedere la Storia come un monito indicativo, privo però delle pregiudiziali, affinché le divisioni antiche , ferite e battaglie siano ricordate non con spirito nazionalistico o di rivalsa, ma per sentirle come un combattersi inutile, privo di risposte etiche, svilenti per l'uomo innanzi alle sfide che la quotidianità porta ad affrontare.
Sono molte le manchevolezze che si potrebbe a tutt'oggi imputare a questa regione, ma allo stato attuale non posso esimermi dal lodare pubblicamente la volontà di coabitazione delle diverse ?tnie che nonostante le inevitabili frizioni cercano modi nuovi per adattarsi reciprocamente.
In modo particolare lo spirito di non ingerenza, la distinzione tra potere politico e religioso che anima la regione, fà si che nel rispetto delle singole identità, nessuno si possa sentire cittadino di serie b, o discriminato per il credo che professa.
Ma la libertà dell'uomo si eleva, continuando a migliorare i rapporti tra popolo ed Istituzioni, perché siano messe in primo piano le necessità delle fasce meno abbienti, onde ridurre i divari sempre più marcati tra ricchezza e povertà.
Ogni nazione e regione è libera quando si adopera per un equa distribuzione della ricchezze nazionali ed internazionali, e la politica in tutte le sedi si faccia in primis fautrice di pace sociale con forme di sostegno, incentivando sviluppo economico, culturale ed etico della società, indipendentemente dalla provenienza d'appartenenza, riducendo così il pericolo del ritorno di fiamma del Nazionalismo che potrebbe divenire nel corso del tempo un problema di difficile controllo, generatore di rigurgiti d'intolleranza, segnale di malessere che devono essere curati direttamente alle radici.
Trovo necessario il bisogno del senso d'appartenenza nazionale, purché questo non diventi motivo di sfogo o porti ad idee orgogliosamente isolazioniste od espansioniste, che se la storia passata ha diviso; ma che cercano in quanto non responsabili degli atti dei propri avi, l'avvicinamento e integrazione.
La Bulgaria e la Turchia bussano alle porte dell'Unione Europea, ognuna con i propri tempi e le proprie necessità.
L'Europa futura non deve avere differenti velocità economiche e sociali, vedendo o idealizzando il lato lindo di una sola parte, però l'Est e i Balcani devono esprimere e portare la propria visione culturale, facendo rigermogliare le radici che la storia del secolo scorsi ha arbitrariamente reciso e diviso, creando quel corollario reciproco di luoghi comuni di difficile espiazione.
È in questa città di confine, dove a pochi chilometri da noi si aprono le porte all'Asia e al Medio Oriente, che i ruoli della Bulgaria e della Turchia sono anelli di congiunzione obbligati nel cammino di collaborazione dove oggi, complice anche l'aiuto dei figli delle due culture, che virtuosi delle loro diversità complementari sanno spingersi affinché l'uomo sia fautore di un Europa e di un Universalismo dotato di forza sanante, a dispetto degli errori passati.
Sovente si parla dei Balcani come un luogo dove le tensioni s'infiammano, o vengono infiammate per scopi politici di difficile comprensione.
Questo nasce dal fatto, che si usa in modo improprio la definizione di Paese dell'Est, mentre osservando attentamente, troviamo che questa regione centrale dell'Europa è da sempre humus vivo che diffonde i suoi semi di civiltà.
Per questo è necessario rafforzare in tutte le sedi, facendo conoscere i passi quotidianamente intrapresi dalle varie comunità affinché siano un patrimonio da valorizzare ed esportare verso coloro che convogliano gli sforzi per il miglioramento della società dei valori comuni, rispettosi delle singole identità, affinché l'Europa stessa possa trarre esempio per vedere finalmente realizzato il sogno dell'Uomo senza Confini.
Grazie per l'attenzione.

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