Eventi  -  Redazione  -  Numeri arretrati  -  Edizioni SDP  -  Indice generale  -  Letture pubbliche   

  Indice   -[ Editoriale | Letteratura | Musica | Arti visive | Lingue | Tempi moderni | Redazionali ]-


Narrativa

La milleunesima notte di Alejandro César Alvarez, La chimera di Riccardo Lupo, Uomo-scimmia di Giuseppe Costantino Budetta, I fidanzati di Rossana D'Angelo, Teknostorie di Massimiliano Chiamenti

Poesia italiana

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici inediti, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie di Massimo Acciai, Maria Chiara, Rossana D'Angelo, Antonio Messina, Giacomo Occupati, Enrico Pietrangeli

Poesia in lingua

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici, in una lingua diversa dall'italiano, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie in lingua napoletana e pisana

La bacheca degli annunci assurdi

Una nuova rubrica tra l'aforistico, il poetico e l'umorismo..
Di Rossana D'Angelo

Recensioni

Non tutti i dubbi sono di plastica di Angelo Zabaglio
Un criceto al computer di Lenio Vallati - recensione di Massimo Acciai
Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich - recensione di Vladimir OKC
La leggenda dei pesci bambini di Francesco Bova
Atomico Dandy di Piersandro Pallavicini - recensione di Enrico Pietrangeli
Dovere d'allegria di Giulio Bogani - recensione di Lorenzo Carpentiero
La catena non si spezza di Franco Santamaria
Postnovecento di Patrick Karlsen

Interviste

Intervista ad Andrea Moneti (autore di "1527")
di Massimo Acciai

Convegni

I Balcani e l'Europa: l'uomo senza confine
di Marco Bazzato

Recensioni e presentazioni di libri

rubrica a cura di Massimo Acciai


In questo numero:

Non tutti i dubbi sono di plastica di Angelo Zabaglio
Un criceto al computer di Lenio Vallati - recensione di Riccardo Lupo
Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich - recensione di Vladimir OKC
La leggenda dei pesci bambini di Francesco Bova
Atomico Dandy di Piersandro Pallavicini - recensione di Enrico Pietrangeli
Dovere d'allegria di Giulio Bogani - recensione di Lorenzo Carpentiero
La catena non si spezza di Franco Santamaria
Postnovecento di Patrick Karlsen

------------

Francesco Bova, La leggenda dei pesci bambini, Giulio Perrone Editore, 2005

L'esordio di Francesco Bova fra il giallo e il noir esistenziale

"Parole come pane per pescare gli uomini, per stanarli dalla pancia accogliente di una caverna."
Francesco Bova

Mentre il noir detta le regole del mercato editoriale, il romanzo d'esordio di Francesco Bova "La leggenda dei pesci bambini" (Giulio Perrone Editore, 2005) rompe tutti gli schemi: non saprete mai se state leggendo un giallo o un romanzo metafisico, un noir o un bildungsroman.

Ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto nel 1991 sulle colline liguri, in località Giustenice (SV), "La leggenda dei pesci bambini" racconta la storia di Luca, cinquantenne professore di un liceo milanese che trascorre le sue ferie a Canun, alla ricerca di se stesso, in lotta con i suoi demoni e con la propria vocazione artistica. La terra della sua infanzia non porta più frutto, la puzza di odio impregna l'aria. Tutto nasce dal terribile omicidio di Salva, un contadino del borgo, condannato all'ergastolo per l'omicidio di un'intera famiglia a causa di una lite per una storia di confini. Luca si interroga su questa natura malata e cerca nella sua memoria le ragioni e la possibile cura al corpo della collina di Canun, ripercorrendo la sua vita sui volti delle persone, della madre, della terra. In suo aiuto accorrono i pesci bambini.

Chi sono i pesci bambini?
"Sono i canti della mia memoria. I pesci bambini sono le anime argentate che guizzano nell'anima più grande del mondo" (p.84). Bova trasforma una figura della natura, i comuni cavedani, in uno strumento di metafora. I pesci bambini sono la via di chiarificazione, di recupero della memoria del protagonista che, solo con la sua scomparsa, potrà sanare le ferite di una terra ghermita dalla storia e dall'odio.

In un intricato sistema dialettico di piani narrativi che tornano ad incontrarsi grazie a citazioni intertestuali (Amarcord, Primo Levi, Cesare Pavese), "La leggenda dei pesci bambini" seduce il lettore con uno stile narrativo equilibrato ed elegante, con venature di erotismo, con lo scontro fra due sentimenti fortemente contrapposti: la spiritualità e la paura della spiritualità, condizioni incarnate nella figura di Luca, comunista e uomosenzadio. In una tensione continua di ricerca, Luca delinea la storia di un gruppo di amici, di piccoli pesci bambini che, una volta cresciuti, hanno lasciato la propria memoria nel fiume. Luca si fa pescatore di storie con pane e parole: le ingravida e ne trae salvezza.

Francesco Bova, alla sua prima prova di romanziere, dimostra di saper padroneggiare la materia narrativa con sapienza, riuscendo a ritagliare per la voce dell'autore uno spazio autonomo all'inizio di ogni capitolo. In queste note dell'autore è come se si aprisse un dialogo privilegiato col lettore, è come se la vita autobiografica confluisse nella finzione. Attraverso questo romanzo sospeso fra il giallo e il noir esistenziale, Bova ci consegna una storia colma di riflessioni, di spunti filosofici, di azione e mistero.
Un romanzo universale che costringe a fermarsi, che invita a riflettere.


"Vi si colgono letture fruttuose di modelli recenti e lontani, anche molto lontani; sono allegri e tristi (ed è questa appunto, la condizione umana), ma tutti alacri e liberi."
Primo Levi, 1979

Francesco Bova è nato a Pietra Ligure nel 1953. Vive e lavora in provincia di Milano. Giornalista, si occupa a livello universitario di ricerca e di formazione. Per dieci anni è stato assessore alla cultura ed è anche stato candidato al Senato e al Parlamento europeo.
Negli anni Settanta ha pubblicato quattro piccoli libri di poesia: Amore di nano (1973), Il suicidio di Stato (1977), Il leone Giustino e l'indiana Manù (1979), Narciso e Autòs (1989). Negli anni Ottanta ha partecipato a molti meeting di poesia, pubblici e radiofonici. In collaborazione con altri poeti, tra cui Carlo Cassola, ha partecipato all'esperienza della rivista di letteratura Malvagia.
"La leggenda dei pesci bambini" è il suo primo romanzo.

Francesca Bova
La leggenda dei pesci bambini
Giulio Perrone Editore
pp. 240
14,00 euro
ISBN 88-6004-022-1

Per maggiori informazioni:
Stefania Leo
+39 333 3638528
stefania@raramente.net
www.giulioperroneditore.it

-------------

Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich


Recensione di Vladimir OKC
Traduzione di Massimo Acciai

www.ojstro-voynich.narod.ru

Il romanzo comparve nel 1887 e già nel 1898 fu tradotto in russo, dopo l'uscita in America e in Inghilterra, subito divenne il libro più apprezzato della giovane avanguardia russa.
All'inizio del diciannovesimo secolo, dopo la cacciata dell'armata napoleonica, l'Italia intera fu divisa in otto stati separati e di fatto occupata dai soldati austriaci. Ciascuno stato aveva i suoi confini, dogane, moneta, ecc. Personalità progressiste in Italia compresero la necessità dell'unificazione della nazione e si batterono per l'indipendenza nazionale, la quale fu realizzata solo nel 1870.
Gli eventi del romanzo "Ojstro" iniziano nel 1833. Il giovane ed ingenuo Arthur Burton, studente di filosofia a Pisa, decide di dedicare la sua vita alla battaglia contro gli stranieri invasori per la liberazione dell'Italia. Il motto al cui aderisce è "per Dio e il popolo, adesso e per sempre!". Arthur lo mette in pratica, sull'esempio di Cristo che perì per la salvezza dell'umanità. Ma un confessore riferisce alla polizia il segreto espresso durante la confessione. La sua amata Gemma è convinta che Arthur sia infido e lo schiaffeggia. Contemporaneamente egli viene a sapere che il prete Montanelli è il suo vero padre. Sopraffatto dal tormento intollerabile, Arthur è sul punto di affogare nel fiume, ma poi s'imbarca per il Sudamerica.
Nel 1846, temendo la pubblica indignazione, il papa Pio IX asseconda le richieste del popolo: prigionieri politici vengono liberati, si attenua la censura e ma l'amnistia generale non migliora affatto il malcontento degli abitanti.
Nello stesso tempo a Firenze arriva il ricco giornalista Felico Rivarez, su invito dei membri della locale società "Giovane Italia". Secondo la richiesta, egli scrive satire e pamplet indirizzate principalmente al cardinale Montanelli. I suoi nuovi amici, Martini, Riccardo, Galli e Gemma gli impongono lo pseudonimo "Ojstro" (Tafano).
Gemma è tormentata dai dubbi, poiché nota molte somiglianze tra il Tafano e Arthur. Prima di essere ucciso, il Tafano confessa a Montanelli che egli è Arthur e che non è affogato. Egli ama moltissimo sua padre ma non può perdonargli il suo errore. Egli ama moltissimo anche Gemma, ma non può perdonarle il suo schiaffo. Per lui non importa l'insulto in se, ma il fatto che lei abbia dubitato della sua onestà, coraggio e fedeltà al suo credo, perciò lui non perdona a nessuno.

------------

Piersandro Pallavicini, Atomico dandy, Feltrinelli, Milano 2005

Recensione di Enrico Pietrangeli

In una Milano dabbene del 2002, sopra una moquette "giallo uovo", "splendido e oltraggioso" prende forma Nuvolani, il protagonista, attraverso uno stile ritmico, incisivo, che sa coinvolgere nel suo incalzare. Un mondo, ai più, lontano ma che Pallavicini sa rendere palpabile e verosimile, perfino famigliare essendo lui stesso, non per ultimo, un ricercatore scientifico. Prossimo, con le sue scoperte, a riconoscimenti per innovazioni sensazionali, Nuvolani e la sua figura si ricompongono, mano a mano, tra uno scorrere parallelo delle sue vicende studentesche (1986 - 1988) ed i quotidiani sviluppi della sua esistenza che lo porteranno all'epilogo del nobel giungendo al 2009.
Uomo senza scrupoli, snob di sinistra pervaso dall'ossessione per incontri a tre con la moglie, Roberta, e giovani ragazzi neri, per poi, a sorpresa, trovare una profonda svolta umana ed esistenziale. Sbronze pesanti da smaltire e parole forti complicano i rapporti con la compagna che arriverà a biasimare il marito, sebbene sua complice di letto, per la morbosa insistenza a voler sostituire Renè con un altro negro, Julian, più smaliziato ed avvezzo al "servizio" ...Un'anima dalle remote radici "dandy", con la mania dei Roxy Music ed il ciuffo alla Bryan Ferry. La colonna sonora, vasta e ben variegata, passa dalle ambientazioni exotica e le orchestrazioni di tendenza alle memorie degli anni ottanta con Ultravox, Style Council, Bauhaus… glissando su qualche "album vecchissimo dei Soft Machine".
Da giovane, "Fascistello" deluso dall'ascesa di Fini, ripiegherà sulla Lega per poi approdare, inaspettatamente, al volontariato. Sormani, un tempo suo professore, ormai anziano e malato che ritorna, con tutta la vicenda del suo vecchio reattore, il primo amore Cristina ed i negri, onnipresenti, tra un tardivo primo bacio con Stefania ed una precedente esperienza omosessuale con Riccardo. Masturbazioni alla specchio, la paura dell'AIDS che sale, lambisce il panico, e trova un suo inatteso sviluppo finale. Il terrore della guerra con la Libia, Chernobyl, le pastiglie di iodio, il referendum, Gorbaciov, la perestrojka e telegiornali che annunciano, tra le altre, la morte di Primo Levi, ripercorrendo la nostra storia più prossima in una piacevole rilettura che, nel suo concludersi, non lascia amareggiati ed apre spunti di riflessione al lettore.

EDIZIONE ESAMINATA e BREVI NOTE
Piersandro Pallavicini (Vigevano, 1962), narratore e saggista italiano.

Approfondimento in rete: Vibrisse / Miserabili / sito c.

Nota di Enrico Pietrangeli - 2005

-----------------

Angelo Zabaglio, Non tutti i dubbi sono di plastica, Arcipelago Edizioni, 2005


"10 euro spesi bene", commenta l'autore… non posso associarmi in quanto ho avuto la copia gratuitamente, ma penso che almeno il tempo speso nel leggerlo è stato speso bene. Un libro simpatico, grondante di humor intelligente. Un libro di frammenti, poetici e in prosa; un libro persino "multimediale", pieno di illustrazioni che includono testi in giochi grafici che alludono al moderno linguaggio pubblicitario, parodiandolo. Un libro quindi da leggere e da guardare, per pensare…
(Massimo Acciai)

Potete trovare il libro qui:
Prenotabile in rete collegandosi al sito
www.arcipelagoedizioni.com

Ordini:
(spedizione in contrassegno postale senza aggravio spese
postali)
per fax: 02-36553002
per e-mail : info@arcipelagoedizioni.com
per telefono: 02-36525177

Arcipelago Edizioni
Via Carlo D'Adda, 21
20143 Milano

Acquistabile live in Latina presso

"LE NUVOLE LIBRERIA" Via Don Morosini 125 (Galleria
Pennacchi) Latina Tel/fax 0773 486008

"PIER MARIO E CO" Via Carlo Armellini 26 Latina 0773 474804


ATTENZIONE!
Se acquisterete il libro durante uno dei reading
dell'autore avrete uno sconto di 2 euro, se siete carine/i anche 3 euro!

www.angelozabaglio.it

----------------

Giulio Bogani, Dovere d'allegria, Edizioni Gazebo, 2005

Recensione a cura di Lorenzo Carpentiero

Leggere "Dovere d'allegria" in Autunno è come osservare le foglie che cadono, con una serenità che porta dentro sé i colori saturi della stagione calda.
Già dalla copertina ci si aspetta un cammino flemmatico attraverso versi di grande lirismo e intrisi di interessanti spunti meditativi; infatti il giovane autore Giulio Bogani, che è anche fotografo, ci propone la foto di un rubinetto con due timide gocce che cadono.
I temi forti del libro sono tristezza, sorriso, ideali, giustizia sociale e amore che, come precisa lo stesso autore in una sentita e autobiografica premessa, sono per lui inscindibili e attori ideali di un "irrinunciabile sogno".
La vita è vista quindi nel senso più alto: un universo immaginifico in cui non si persegua una inutile e insulsa corsa verso l'accumulo di beni e la conquista di un qualsivoglia potere; al contrario si lascia spazio a una sorta di viaggio onirico, in cui ogni evento è vissuto in un liquido amniotico di profonda riflessività. Questa dimensione nasce anche dalla consapevolezza della difficoltà di realizzare l'irrinunciabile sogno, tuttavia non mancano gli elementi di invito all'azione, per uscire dalle situazioni di ingiustizia e tristezza. Citando le parole di Bogani, viviamo in bilico tra "ansia e risata" e siamo protagonisti di un "eroismo banale", dettato dal carattere abitudinario della quotidianità, ma non per questo meno necessario.
La vita è anche un lungo spettacolo, che ci vede, sempre in piedi, su un palco ideale e impalpabile. Nella finzione proiettiamo immagini di noi stessi che forse nemmeno esistono e ciò rende il nostro viaggio più eccitante e sorprendente. A volte però il gioco si deve interrompere, per lasciare spazio alla realtà: "Affermiamo, diciamo pure/ciò che non siamo/ma per un tempo che duri poco/perché poco vale".
Giulio Bogani ci regala dunque un'opera intensa e sentita, riversandovi le scoperte dei suoi ventidue anni, attraverso una solida disciplina stilistica, che rende ogni testo semplice e misurato.


------------------

Lenio Vallati, Un criceto al computer, Ibiskos, 2004

Recensione di Riccardo Lupo

Ho incontrato l'autore di questo delizioso libretto durante una manifestazione estiva a Castello, all'estrema periferia di Firenze, ed ho avuto l'occasione di scambiarci due parole. Una scrittura fresca, scorrevole, "da leggersi in una giornata"; questa l'idea di scrittura di Lenio Vallati. Con questo agile strumento di indagine sulla realtà parla ai suoi lettori di argomenti quotidiani, raccontando storie per bambini, ma non solo…
Non è un tema semplice quello affrontato dall'autore nel suo racconto "Un criceto al computer" (racconto che dà il titolo alla raccolta, composta da altri due racconti, "Una storia semplice" e "Manuel e Pampa"); un tema anzi spinosissimo - quello della pedofilia su Internet - eppure trattato con la leggerezza e la fantasia di un ottimo scrittore per l'infanzia che, attraverso la fiabesca invenzione di un criceto dall'intelligenza umana, in grado di usare un computer, punta il dito sui molti mali del mondo. Naturalmente si tratta di una fiaba - una fiaba "moderna" - ma che male c'è a sognare?
 

------------

Franco Santamaria, Se la catena non si spezza, Bastogi Editrice Italiana srl
 



Via Zara 47 - 71100 Foggia
Tel. 0881.725070 - E-mail: bastogi@tiscali.it

http://www.bastogi.it/index_1.html 

"Ti legherò a questa catena nell'angolo del salotto, qui, e sarai il mio affezionato cane da guardia." (p. 44)


FRANCO SANTAMARIA
SE LA CATENA
NON SI SPEZZA
Prefazione di Letizia Lanza
Postfazione di Pasquale Matrone
F.to 14x21, pp. 106, Euro 8,00
(Ed. 11/2005) Cod. ISBN 88-8185-818-5

… Scarno il dettato, ispirato ai canoni del colloquiale - ossia del linguaggio dialettale parlato, reso più vivido dall'insistita ripetizione di idee e di espressioni; rapida la narrazione, talora scandita da tempi verbali in successione martellante. Senza leziosità o lenocinii retorici, senza ammiccamenti vani - al contrario, con brutale efficacia - la parola narrativa di Santamaria si disnoda consapevolmente realistica, benché non di rado invenata di squarci surreali o comunque fortemente allusivi...
(dalla "Prefazione" di Letizia Lanza)

… I racconti di Franco Santamaria sono fatti di pietre poggiate l'una sull'altra con impietosa e consapevole determinazione, non per edificare case eleganti e dalla architettura sofisticata bensì solamente aridi e sinistri muri a secco ricoperti di tetti di lamiera e di sterpaglie, pronti a ospitare dannati dalla schiena piegata da ingiustizie secolari e da una rassegnazione priva di confini che ne dichiara e ne consacra la resa definitiva a una sorta di irreversibile ferinità…
(dalla "Postfazione" di Pasquale Matrone)

FRANCO SANTAMARIA è nato a Tursi, cittadina della provincia di Matera. La natura difficile della sua terra, non diversa comunque dal resto del Meridione, e il conseguente irrisolto stato di disagio e di sofferenza hanno avuto gran peso sulla formazione intellettuale e politica di Santamaria.
Laureato in Lettere Classiche, ha coperto, per gran parte della sua attività scolastica, fino al collocamento in pensione nel 1998, la cattedra di Letteratura Italiana e Storia presso l'Istituto Professionale di Stato di Afragola (Napoli).
Da pensionato, ha potuto dedicarsi con maggiore tranquillità e costanza alle attività creative di poesia, narrativa e pittura. Ha pubblicato: Primo lievito (poesie - Gastaldi, Milano 1964), Storie di echi (poesie - Ferraro, Napoli 1997), Echi ad incastro (poesie - Joker, Novi Ligure 2004), opera quest'ultima che sta conseguendo grande successo di critica e numerosi premi, e infine Se la catena non si spezza (racconti - Bastogi, Foggia 2005). In Internet ha pubblicato da alcuni anni Parola e Immagine (opera sperimentale di poesia-pittura) e L'Immagine (catalogo dei dipinti).
È presente in numerose riviste e antologie letterarie, e in un centinaio di siti web e gallerie d'arte.
In qualità di pittore, ha esordito da autodidatta nei primi anni Ottanta, esponendo con successo in Italia (Napoli, Modena, Taranto, Roma, Firenze, Brescia) e in Svizzera (Losanna, Yverdon, Corcelettes, Paudex). Ha rappresentato (per la pittura) l'Italia alla Quarta Biennale Internazionale dell'Arte Contemporanea di Firenze - 2003.

Il dono di un libro è il più gentile pensiero per chi si ama e si stima!!

--------------

Patrick Karlsen, Postnovecento, Edizioni Del Catalogo, 2005

Post Novecento. Una constatazione. In tempi complessi - c'è chi dice detestabili - Patrick Karlsen si guarda attorno e si guarda dentro. Ne scaturisce un pulviscolo di poesia e di prosa. Parole che brillano di urgenza, le sue. Eppure, temperate da un ritmo disteso che rinuncia allo strepito e alla fretta dannata. Spaccati politici, dissezioni provate, tranci triestini. Siamo calati in un panorama di pezzi e assistiamo a uno spaesamento che diventa fertile perché non sta mai con le mani in mano. Se il malessere è davvero esteso e brulica, Karlsen non lo estende oltre. Lo fissa con spilli di parole, arretra di un passo e quel brulicare diventa uno studio d'entomologo, anzi: d'antropologo polemista. Liriche in diacronia che prendono il qui e ora solo come un fulcro su cui basculare. Tra pubblico e privato, tra il caos di ieri e di oggi. Senza trattino, senza distacco, un tutt'uno di parole che non farfugliano mai. Postnovecento.

Segreti di Pulcinella - © Tutti i diritti riservati