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Narrativa

La milleunesima notte di Alejandro César Alvarez, La chimera di Riccardo Lupo, Uomo-scimmia di Giuseppe Costantino Budetta, I fidanzati di Rossana D'Angelo, Teknostorie di Massimiliano Chiamenti

Poesia italiana

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici inediti, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie di Massimo Acciai, Maria Chiara, Rossana D'Angelo, Antonio Messina, Giacomo Occupati, Enrico Pietrangeli

Poesia in lingua

Questa rubrica è aperta a chiunque voglia inviare testi poetici, in una lingua diversa dall'italiano, purché rispettino i più elementari principi morali e di decenza...
poesie in lingua napoletana e pisana

La bacheca degli annunci assurdi

Una nuova rubrica tra l'aforistico, il poetico e l'umorismo..
Di Rossana D'Angelo

Recensioni

Non tutti i dubbi sono di plastica di Angelo Zabaglio
Un criceto al computer di Lenio Vallati - recensione di Massimo Acciai
Ojstro ("Il Tafano") di Ethel Lilian Voynich - recensione di Vladimir OKC
La leggenda dei pesci bambini di Francesco Bova
Atomico Dandy di Piersandro Pallavicini - recensione di Enrico Pietrangeli
Dovere d'allegria di Giulio Bogani - recensione di Lorenzo Carpentiero
La catena non si spezza di Franco Santamaria

Interviste

Intervista ad Andrea Moneti (autore di "1527")
di Massimo Acciai

Convegni

I Balcani e l'Europa: l'uomo senza confine
di Marco Bazzato

Teknostorie

di Massimiliano Chiamenti


# 5. fellini era seduto al tavolo con me e altre tre persone sconosciute. mi diceva che voleva venire a firenze a prendere un caffè con me sul ponte vecchio. ero felicissimo. vedevo la sua faccia ringiovanire e pensavo che era la persona più affascinante che avessi mai conosciuto.

# 6. il ragno faceva la sua tela con movimenti velocissimi. si muoveva a raggiera e poi portava il filo a spirale verso il centro. il ragazzo nuotava a rana con muscoli e braccia levigati, da destra verso sinistra. al tramonto. mettendo a fuoco da vicino si vedeva la ragnatela, mettendo a fuoco da lontano si vedeva il ragazzo.

# 7. mi ricordo che la preside pianse quando ci vestimmo in maschera per il martedì grasso. non ci poteva credere: la sezione migliore della scuola migliore con studenti che vanno vestiti in maschera con rossetti e make up e strani costumi in classe. che vergogna! era la nostra allegria che la faceva stare male, che le faceva paura. ricordo ancora il suo sconforto, e la professoressa di letteratura che in classe ci faceva parlare in latino dei nostri genitori. ma facevamo teatro all'ora di inglese, così potevamo parlare la nostra lingua segreta e truccarci e giocare a essere star.

# 8. dopo i lavori di ristrutturazione c'è una zona del giardino dove non nasce più nulla. dev'essere stato tutto il cemento che hanno buttato nella terra. l'unica pianta rimasta è un'edera bianchissima. la pianta grossa era stata tagliata alla base, ma l'edera ha sorprendentemente ributtato, bianca, senza una traccia di clorofilla. mi ha accolto al mio rientro a casa. cresce male, è malata, a volte sembra morta. quando ho cercato di farla crescere al sole legandola a un graticcio mi è quasi morta davvero. io le ho dato terra buona, molta molta acqua e anche fertilizzante chimico potentissimo. ho drogato l'edera. sempre peggio. poi ho deciso di lasciarla stare, darle acqua, e vedere se viveva o no. ho tagliato il ramo seccato dal sole e ciao. allora ha cominciato a riprendersi, piano piano, ad andare in giù verso l'ombra. sta meglio. sta meglio quando io sto meglio. oh, edera barometro della mia vita e della mia salute!

# 11. stanze porte corridoi strade passaggi dov'è la mia macchina dove ho parcheggiato non ricordo devo tornare a casa ma come dov'è la strada dov'è la direzione dov'è la casa perché attraverso stanze private di altri e cortili e muretti dov'è la strada larga voglio trovare la mia macchina voglio tornare a casa.

# 13. sì, ho scritto l'articolo. è sul giornale. dài leggilo. sì è qui da qualche parte in questa cartellina. dov'è? non lo trovo. no, dev'essere qui per forza. se non è qui non è possibile. ma sono impazzito completamente? sono sicuro di averlo scritto. e invece no, non è da nessuna parte. non l'ho mai scritto. non c'è. non è mai esistito. avevo visto il mio nome e la mia firma in fondo all'articolo e invece non c'è e non è mai esistito.

# 16. nessuno faceva il bagno oggi nel centro del lago. perché ieri c'era morta annegata una ragazza. - la figlia di un mio prozio appena morto, uscendo dalla chiesa diceva è così: si nasce e si muore, l'altra figlia dal pulpito diceva dolcemente dell'amore di suo padre per la vita semplice e per il suo lavoro, compresa la fatica che ne derivava. le nipotine erano invece false, con lacrimuccia di circostanza, il nipote era in silenzio durante le preghiere, ma si è fatto il segno della croce al momento del passaggio della bara. - è come se il lago fosse diventato tutto a un tratto una forza oscura, capace di uccidere e di far sprofondare giovani corpi nel suo mistero fangoso e terribile, una storia di orrore. la sottile linea rossa.

# 19. la cosa più bella è guardare in alto cogliendo un grappolo d'uva. vedere i chicchi con dietro il sole e sudare pregustando il sapore dolce che i chicchi avranno in bocca.

# 20. la notte non riesco a dormire da qualche giorno. mi angoscia il fatto di non essere geniale come andrea pazienza. ci penso di continuo: perché non sono come andrea pazienza?, perché qualcuno ha così tanta immaginazione e così tante qualità e qualcun altro no?

# 24. la schizofrenia è un territorio tuttora da definire. è alimentata dalle sostanze psicotrope? è latente in molti soggetti? si può considerare 'schizofrenia' l'esperienza di udire voci che non esistono nei bambini? qual è la differenza tra 'follia' e 'schizofrenia'? sono sinonimi? c'è necessariamente sofferenza nei soggetti schizofrenici? io, sono schizofrenico? tu che leggi, sei schizofrenico? tu che ascolti, sei schizofrenico? tu che guardi, sei schizofrenico? viene fatta abbastanza ricerca al riguardo? io da bambino quando fissavo un punto della finestra della mia camera, in basso, sentivo la voce del diavolo, pesante e gutturale, quando fissavo un punto in alto della finestra sentivo, come li chiamavo io, i cori degli angeli. tra l'altro, in quel periodo andavo a dottrina, per cui mi chiedo in quale misura l'educazione cattolica, che schiaccia l'individualità instillando paure e sensi di colpa, abbia influito sulla mia schizofrenia infantile, secondo alcuni studiosi sintomo di schizofrenia latente.

# 25. extraterrestri. sì, ne avevo paura. specialmente dopo aver visto l'uomo che cadde sulla terra con david bowie. pensavo di essere figlio di alieni, e pensavo che guardando fuori dalla finestra del bagno che dava sul giardino, prima o poi avrei visto arrivare un'astronave o un volto spaventoso. allora dipinsi un quadro a 16 anni, raffigurante un extraterrestre, che mi liberò da queste paure.

# 26. sognavo spesso mia mamma e un suo clone cattivo. era difficile scoprire se era quella buona o quella cattiva nel corso del sogno. sognavo spesso anche una gamba senza corpo che mi seguiva. avevo spesso paura.

# 33. mi sono assentato per 10 giorni e l'edera è morta.

# 34. qui marconi provava a collegarsi con l'america. i tralicci portano l'elettricità dalla città lungo l'autostrada dalla zona industriale della periferia fino ai monti e al mare. come fate ad arrivare fino a quassù, ad inerpicarvi su per questa montagna? segui il tuo istinto. solo membrane che vibrano, solo ricambio di liquidi, solo un tiro di dadi solo un altro folle volo solo una venuta folle. è solo un gioco. solo un gioco. solo un gioco. solo un gioco. solo un gioco. l'infinito è dentro al foglio. l'infinito è dentro al libro. l'infinito è l'orizzonte in cima al monte e cielo bianco e mare.

# 35. tornando a casa di notte ho visto il cielo illuminato a giorno dalle luci dello stadio. l'elettricità era saltata in tutto il quartiere, nelle strade, nelle scale, nelle case. solo rari fari di macchine e l'astro fulgido dello stadio in lontananza. tutti eravamo nei giardini, parlando molto più del solito. uniti nella pochezza delle nostre candele alle finestre e inermi davanti al buio. in alto, enorme, lucente come un sole, la luna.

# 38. musica. solo musica. la musica è tutto. musicoterapia musica muovi le mie membra musica. brivido di chitarra elettrica possanza di basso percuotimi su 30 metri di casse per giorni e giorni. 40 + 8 kilowatt come oceano o uragano o memoria di arpeggi, accordi, scale, ronzii, dissonanze, schiocchi e frastuoni, le foto scattate ai concerti andando in giro con la band. totem modem autem m m m musica avvolgimi e portami in alto nella daaaaaaaaaanza di luce.

# 44. 'tieni la mano dietro'. 'quella è la mano del diavolo'. 'oggi i ragazzi sono in punizione'. 'il movimento è vietato'. 'voglio il massimo silenzio'. 'amen'. 'tenete la voce bassa'. 'maestro è lui che mi dà noia'. 'ecco la donna vissuta'. 'ho paura non voglio andare a scuola'. 'mi prendono in giro nell'ora di ginnastica'. 'mi trattano da femminuccia, sono cattivi'. 'in piedi arriva il signor maestro'. 'oddio, e se interroga me...'. 'ohhh, mi cola il moccolo sul grembiule nero di fodera e luccica come una scia di lumaca, bleahhh'. sì, questa era la scuola in italia negli anni '70: più simile a una prigione che a una casa, più simile a un campo di concentramento che a un campeggio turistico. obbligo di usare la mano destra per scrivere, la sinistra è la mano del diavolo.

# 57. di sera non rimane più nessuno qui in istituto. la mia gioia è avere le chiavi per uscire e restare solo nei saloni abitati solo dai volumi dei vocabolari e dai computer. il mio computer ha uno screensaver con fiori di van gogh, e ne sono contento perché la sua strana strana bellezza mi accoglie all'inizio della sessione giornaliera. un mio starnuto improvviso ha irrorato lo schermo di goccioline iridescenti e iridate in dimiramenti di colori come le luci di una discoteca. fuori il mondo è in guerra: io qui vivo nel passato e navigo nel corpo della lingua italiana collocato nell'ingente database come in un oceano in quiete, e come ogni sera, proprio al tramontar del sole, penso a mio padre, l'ottimo nuotatore.

# 58. si dice rilassarsi ma per me il rilassamento è riposo e chiudere gli occhi e guardare lontano e vedere paesaggi mentre intorno c'è una costante di base comune che non serve a saltare nel segno che resta nella pietra insomma un solco di passaggio molto complesso ma risolto in effervescenze di mitici racconti che raccontano la storia di un parlamento di uccelli che disvola e disvuole la conoscenza mista del ritorno.

# 70. mangiare nel cortile condominiale con barbecue nel mezzo di casamenti alti popolari afferenti al cortile dove pulendo e tenendo le cosine per bene si mangia
pesce o salsicce o minestra o patate tutto avvolto nelle stagnole e su e giù per le scale con zoccoli olandesi e un danish joint alla fine della cena con i vicini nel barbecue accanto che sorridono e allora lui dice è proprio una cenetta danese tipica e tutti
ridiamo e io penso a guardare il verde degli infissi e i mattoni e il cielo in mezzo ai casamenti su e giù per le scale a chiocciola in legno succedeva ciò nello scorso millennio.

# 79. tutte idee spezzate. tutte idee frammentarie. come farò a mettere in ordine 150 pagine di romanzo?

# 81. i wish i had a band. i want to play. sing. in a band. the bands. cambio palco. com'era bello essere una band. long time ago when we was fab. fab. but it's all over now baby blue. fab… … non voglio piacere a tutti. che palle scrivere un romanzo. troppo lungo. troppa fatica e pazienza e dialoghi. ma che senso ha scrivere ancora poesia? ho tentato di scrivere il grande romanzo come amelia ma è stato impossibile.

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