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Caffè Letterario Musicale

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Intervista a Denise Galdo
A cura di Massimo Acciai
Lorenzo Mantovani: una musica umana e autonomamente cantautorale
A cura di Alessandro Rizzo
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Di Alessandro Rizzo

Intervista a Denise Galdo
 

A cura di Massimo Acciai



1. Iniziamo dalla tua formazione: hai fatto studi di musica? Sei autodidatta?

Ho conseguito 9 anni di coro polifonico con il professore Rossano Barrella quindi proprio autodidatta non posso definirmi. Lui mi ha insegnato molte cose anche se molta della conoscenza e della capacità di utilizzo della voce solista l'ho acquistata negli ultimi anni da sola semplicemente "sperimentandomi".

2. I tuoi gusti musicali? Quali artisti, se ce ne sono stati, hanno influenzato il tuo stile o sono comunque un tuo punto di riferimento?

Beh di nomi ce ne sono stati molti che hanno fatto parte e che colorano anche ora il mio background musicale e andiamo dai più famosi: Coldplay, Radiohead, bjork, Elliott Smith, Emiliana Torrini, Carole King; a quelli meno conosciuti dal grande pubblico come Slow Blow, Frida Hyvonen, Feist e così via. Non ho un genere di riferimento ma ammetto di essere molto "studiosa" del genere cantautore indipendente e non.

3. So che sei l'autrice delle tue canzoni: come nasce una canzone? Scrivi prima il testo o la musica? Sei autrice anche degli arrangiamenti?

Molti pezzi di DODO, DO! sono scritti insieme ad Alessandro di Liegro a livello di composizione e arrangiamenti mentre quasi sempre da me in quanto a testo. A volte infatti collaboro anche con Albino Cibelli, un mio carissimo amico e cantante che di tanto in tanto mi passa qualche buon testo. Ammetto però che i pezzi del nuovo disco hanno molto di più la mia impronta, ho scritto molto più da sola nell'ultimo anno e questo di sicuro ha influito e influirà molto sul carattere del nuovo disco!

4. Com'è nato il tuo primo album "Dodo, do!" e come mai hai scelto di cantare in inglese?

Dodo, do! è una raccolta di 12 pezzi scelti tra una lista di circa trenta canzoni scritte nell'arco dei tre anni precendenti alla pubblicazione del disco. L'esigenza era quella di fotografare un po' tutte le piccole parti di quello che rappresentava per me il progetto in quel determinato "periodo storico" dandogli una forma organica e sensibile. La scelta dell'inglese in questo è stata di grande aiuto perché ha fuso tutto alla perfezione: concetti, metrica, suono, colore e musica.

5. So che parteciperai alle selezioni per Sanremo; come vivi questa cosa?

L'ho vissuta con grande serenità, il brano INVERNO con il quale ho partecipato è piaciuto davvero tanto a chiunque l'abbia ascoltato per cui..al di là delle selezioni e del risultato finale, credo sia stata già una grande conquista per me!

6. Che consigli daresti ad un giovane artista che si affaccia sulla scena musicale italiana?

Beh, di rimboccarsi le maniche e di cimentarsi nel curare un po' tutti gli aspetti del proprio progetto. Io credo sia importantissimo che tutto parta da una forte motivazione non soltanto emotiva ma anche creativa che coinvolga tutto l'universo dell'artista. Io credo che sia necessario che l'emergente sia capace di curare tutta una serie di aspetti pratici a partire dalla sua immagine fino ad arrivare alla sua promozione e selfmanagement.

7. Progetti per il futuro?

Belle cose ed il secondo disco...staremo a vedere… !

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