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Caffè Letterario Musicale

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Rubrica a cura di Paolo Filippi

Articoli e segnalazioni 

Bianco Inascoltato: un viaggio musicale in compagnia di Chiara White
di Massimo Acciai Baggiani
Una volta sola: Ciro Imperato

Intervista

Intervista a Chiara White
A cura di Massimo Acciai Baggiani

Biancoinascoltato: un viaggio musicale in compagnia di Chiara White


Massimo Acciai Baggiani


 

Il mio incontro con la musica di Chiara White è avvenuto in una fredda sera piovosa del gennaio 2018, presso il circolo operaio di Colonnata, alla periferia di Sesto Fiorentino: lei invece, Chiara, l'avevo già conosciuta in altre occasioni tra cui il concerto di Kenny White (no, non sono parenti) al circolo Il Progresso. È stata una serata memorabile, fuori dal tempo. Ecco, questa è l'impressione che mi resta del primo ascolto delle nove canzoni che compongono "Bianco Inascoltato" (più due cover, "Il cielo in una stanza" e "Impressioni di settembre", eseguite durante il concerto): un senso di evanescente sogno a occhi aperti, una serie di melodie che accarezzano l'anima e fanno sognare. E cos'è in fondo il sogno se non una sorta di viaggio? Questa infatti la tematica dominante nei testi, scritti (così come le musiche), dalla stessa Chiara: iniziamo dunque con "Itaca", dedicata al viaggiatore per antonomasia, Ulisse, che fa il paio con "Penny", in cui viene presentata una rivisitazione originalissima di Penelope, non più sposa fedele che attende passivamente il ritorno dell'amato, ma narratrice lei stessa - attraverso la sua tela - delle avventure del marito lontano.



Con la seconda canzone Chiara ci trasporta a Praga, città onirica e misteriosa di cui anch'io conservo un ricordo particolare e una poesia scritta in albergo durante un vecchio viaggio. È il cavallo di battaglia di Chiara, il singolo tratto dall'album, e sono d'accordo con lei: in mezzo a tante canzoni meravigliose splende come un diamante, perfetta nella melodia, nel testo, nella voce e negli arrangiamenti.
Dalla città boema ci spostiamo poi in Islanda con "Sönghellir", altra terra che ha sempre evocato in me paesaggi affascinanti e solitari, ma il viaggio non è l'unico tema di cui canta Chiara, così come il tono non è sempre malinconico e riflessivo: "Canzone allegra" ci presenta il lato più ironico e scanzonato della cantautrice. L'amore è l'altro fil rouge che unisce le canzoni: l'amore romantico come l'amore nostalgico, ma anche l'amore più maturo.



Il titolo dell'album, una deliziosa sinestesia, rimanda a un verso di "Praga" e suggerisce l'atmosfera nevosa, invernale, nordica, su cui Chiara, novella Penelope, ha intessuto il suo primo lavoro discografico. Primo di una lunga serie, le auguro, visto l'ottimo inizio.


Firenze, 10 febbraio 2018

 

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