Eventi  -  Redazione  -  Numeri arretrati  -  Edizioni SDP  -  e-book  -  Indice generale  -  Letture pubbliche  -  Blog  -  Link  

  Indice   -[ Editoriale | Letteratura | Musica | Arti visive | Lingue | Tempi moderni | Redazionali ]-


Alla scoperta del walser
di Massimo Acciai
Cartelli stradali
di Rossana D'Angelo

Cartelli in dialetto: difesa di un'identità o discriminazione?


 

Di Rossana D'Angelo


Differenza sottile quella che passa tra queste due affermazioni; mi riferisco alla decisione di usare la segnaletica bilingue, presa da varie città della regione lombarda.
A Varese è stato posto, all'entrata della città, un cartello, che riportava il nome in Italiano e accanto la traduzione in dialetto; quest'ultima venne cancellata, poco tempo dopo, dalla vernice, durante un episodio di vandalismo.
Non si sa ancora se considerare l'accaduto una ragazzata o un messaggio politico.
Certo è un tipo di scelta, quella di certo uso del dialetto, che può portare a reazioni diverse nell'opinione pubblica; una cosa, infatti, è cercare di preservare un dialetto dall'estinzione e un'altra è usarlo come arma di discriminazione, specialmente in un momento in cui in Italia conviviamo con immigrati appartenenti a diverse nazionalità.
Comunque sia, anche dopo quest'episodio, le città lombarde non si sono fermate: a Varese è seguita Milano, che ha imposto alle comunità montane, come ad esempio, quella di Bergamo, l'uso di cartelli con la traduzione in dialetto, anche se soltanto nel caso in cui fosse necessaria la manutenzione o la sostituzione di quelli già esistenti; lo scopo di questi cartelli, è stato detto, è quello di dar maggior rilievo ai luoghi d'interesse storico delle regioni.
E ancora: a Varese e Milano è seguita Brescia nella scelta dei cartelli bilingue all'entrata della città;
in questo caso però, qualcuno aveva proposto di aggiungere anche una traduzione in Inglese, per evidenziare una maggiore apertura, ma la proposta è stata rifiutata.
A Milano e a Bergamo, inoltre, l'uso del dialetto è stato esteso anche alle informazioni tramite display, usate dal Comune per le comunicazioni al pubblico; abbiamo, poi, un telegiornale in dialetto su Telepadania e la proposta di introdurre, in seguito, l'insegnamento del dialetto nelle scuole.
Da ultimo, un particolare che trovo davvero bizzarro: sul sito della lega, si può trovare: "Ol Leroi de berghem" (L'orologio di Bergamo); un campione di una serie di orologi, in vendita online, che riporta sul quadrante l'ora, scritta nei dialetti delle diverse città lombarde.
Al di là di ogni posizione riguardo all'argomento, immagino me, turista, persa lungo qualche sentiero montano di Bergamo, col solo ausilio di un cartello, scritto esclusivamente in dialetto, da qualche lombardo del luogo, preso da un eccessivo slancio "d'amore" per le sue tradizioni!
Sopravviverei?!

Segreti di Pulcinella - © Tutti i diritti riservati