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Libri a fumetti

ARRIVANO I NOSTRI
Storia delle storie d'Italia a fumetti

Articolo di Andrea Cantucci

Cinema

Cappuccetto Rosso Sangue
di Lorenzo Spurio
Non habemus Papam
di Maria Antonietta Nardone
Thor
di Mario Gardini
Red
di Mario Gardini
The next three days
di Mario Gardini
Una notte da leoni 2
di Mario Gardini

Disegno

Quando il disegno parla: intervista a Tommaso Di Spigna
Intervista a cura di Alessandro Rizzo

Danza

Ogni volta che salgo sul palco mi sento rinascere: intervista a Estrella / Cada vez que subo al escenario vuelvo a nacer

Moda

Il tricolore che fa moda!!!!
di Katia Rosanna Rossi

Fotografia

Alessio Naldi: quando autore e soggetto coincidono in fotografia
Intervista a cura di Alessandro Rizzo

Miti mutanti 11

Strisce di Andrea Cantucci

"Ogni volta che salgo sul palco mi sento rinascere"
La bailaora Estrella "La Soleá" presente il suo nuovo spettacolo "Siento la Giralda"


 


Creativa. Giovane. Originale. Testarda. Libera. Inquieta. Estrella "La Soleá" è quella che si definisce "un'artista in grado di sorprendere". Estrella da tempo manifestava il bisogno di esprimersi attraverso uno spettacolo autobiografico per raccontare a fondo se stessa, senza nascondersi, esplorando nuovi cammini stilistici e rinnovandosi di minuto in minuto.

Che cosa rappresenta lo spettacolo "Siento la Giralda?"
La mia ultima creazione rappresenta il mio desiderio di comunicare al pubblico il mio cammino di crescita, il mio desiderio di mostrarmi artisticamente per quella che sono, superando i miei limiti. Questo spettacolo è molto importante per me, perchè per la prima volta sono riuscita a trovare la forza di trasmettere al pubblico anche il lato più intimo di me stessa. Comunicare con il mio pubblico è una necessità. Un gridare, attraverso i miei gesti e il mio baile, quello che sento. Senza parlare.
E quello che sento è la Giralda (monumento della città di Sevilla, ndr), che rappresenta una città che non mi ha mai lasciata. L'immagine che mi ha ispirata è la Giralda che risplende, che mostra la sua bellezza, la sua forza, il suo potere, che si erge al centro della piazza. E' un'immagine che mi precede e che mi segue: un'artista di fronte alla Giralda e la ammira, con i suoi sogni, con le sue speranze, con le sue paure nei confronti della vita quotidiana.
"Siento la Giralda" è una presa di coscienza nei confronti della vita e delle difficoltà, e questa consapevolezza mi ha portata alla necessità di aprirmi al pubblico come mai avevo fatto prima.

C'è una persona in particolare a cui hai dedicato questo spettacolo?
Uno spettacolo è sempre dedicato a qualcuno.



Che cosa ti ha ispirato maggiormente per questo spettacolo?
La verità è che tutto è partito da una mia fissazione personale,ovvero lo stato d'animo delle persone, che è un mondo enorme. Quello che ogni volta mi sorprende è che, in base allo stato d'animo in cui ci si trova, si cambia il proprio modo di creare, coreografare e, soprattutto, di ballare.
Quello che maggiormente mi premeva era mostrare la mia personalità artistica, questa forza che mi consuma giorno dopo giorno.
Quello che voglio è mettere al centro dell'attenzione,sul palco, solamente la mia intimità artistica. Tutto questo quasi come se fosse un flash, un'immagine provvisoria, un miraggio, che dura per tutto lo spettacolo: al suo termine, al momento di scendere dal palco, torna tutto come prima.

Quindi il tuo intento è quello di trasmettere al pubblico la tua parte più nascosta. Perchè questa scelta?
Voglio spogliarmi della mia immagine davanti al pubblico, affinchè le persone vedano tutto: la mia forza, la mia passione, ma anche la mia sensibilità, la mia insicurezza e le mie paure.

Possiamo definire questo lavoro, quindi, una traslazione verso l'esterno delle tue emozioni.
Tutto questo è l'aria che mi permette di vivere. Lo spettacolo è come una tela finemente tessuta tra la mia anima, l'arte, la musica e i miei musicisti. E' un dialogo incessante, che ci da aria. E' confidarsi le nostre più intime emozioni senza dire una parola. Tutto ha un senso: i gesti, gli sguardi, i sorrisi. Tutto comunica tutto.
Più che presentare lo spettacolo, presento me stessa.

In un altro tuo spettacolo, "Otra Piel" (Un'altra pelle), presentavi un'immagine diversa di te stessa. Ora, a distanza di un anno, quanto sei cambiata?
Tanto. Soprattutto artisticamente parlando. Ho la fortuna di lavorare con dei professionisti capaci,che stimo molto, e da loro ho imparato davvero tante cose. Il rapporto con i miei colleghi e i miei musicisti è un confronto che mi porta ad una continua crescita, perchè da ognuno di loro ho imparato importanti lezioni sia di tecnica, di stile, ma anche di vita.

Come valuti questo tuo ultimo lavoro?
Un'artista dovrebbe avere sempre l'audacia necessaria di mostrarsi al pubblico per come è veramente. Arriva un momento nella vita di noi artisti in cui dobbiamo rivelare la nostra più profonda personalità. E' anche un salto di qualità nel lavoro, nel dialogo con la gente, così che possano capirci realmente. Ogni volta che monto uno spettacolo mi domando cosa voglio mostrare alla gente, che stato d'animo ho, mi chiedo cosa stia succedendo dentro di me.
Per questo ogni spettacolo è diverso.

Più volte il tuo baile è stato definito moderno e all'avanguardia: cosa pensi riguardo alle contaminazioni artistiche?
Il flamenco si sta evolvendo, ed è inevitabile prendere ispirazioni dalle nuove tendenze. Personalmente, amo tutto ciò che è "puro", però credo che ognuno debba crearsi, o meglio, interpretare la propria arte con il suo proprio stile e la sua personale modalità di sentire.
Bisognerebbe mettersi nei panni di ogni palo (genere, ndr) del flamenco, lo dico sempre. Rispettare i palos, le regole che ne derivano, sebbene a volte tutto questo possa essere più libero. Più moderno.

Lo spettacolo termina con una Soleà (genere profondo, antico, solenne, lento). Perchè questa scelta?
La Soleà è il genere che mi rispecchia maggiormente, non a caso fin da piccola me l'hanno affibiato come soprannome. E' anche il genere che ballo di più: ha una forza interna, viscerale, che percorre il corpo ma che non si libera fino alla fine. A volte non si libera nemmeno. La Soleà di "Siento la Giralda" l'ho intitolata "De Apoyo" (D'appoggio) perchè è la base della mia vita. E' la mia vita. E' un vulcano interiore che possiede una forza indescrivibile. E' letteralmente ciò su cui mi appoggio, ciò che mi da forza.
"De Apoyo" è un lamento viscerale, intenso. Commozione. Solitudine. Malinconia, tristezza, dolore che diventano solenne espressione dei sentimenti e delle esperienze della vita.
 

 

"Cada vez que subo al escenario vuelvo a nacer"
La bailaora Estrella "La Soleá" estrena su nuevo espectáculo "Siento la Giralda"


 


Creativa. Joven. Original. Testaruda. Libre. Inquieta. Estrella "La Soleá" es la que se define una "artista capaz de sorprender". Desde hace mucho tiempo, Estrella declara la necesidad de manifestarse a través de un espectáculo autobiográfico para contar lo profundo de si misma, sin esconderse, explorando nuevos caminos estilisticos y renovandose cada minuto que pasa.

Qué representa el espectáculo "Siento la Giralda"?
Mi último trabajo representa mi deseo de comunicar al público mi camino de crecimiento, mi deseo de mostrar artisticamente la que soy, excedéndome a mi misma y a mis límites.
Este espectáculo es muy importante para mi, porque es la primera vez que he conseguido encontrar la fuerza necesaria para transmitir al público también el lado mas íntimo de mi misma. Comunicar con mi público para mi es una necesidad. Es un gritar, sin decir una palabra, lo que siento, a través de mis gestos y de mi baile. Lo que siento es la Giralda, que representa una ciudad que nunca me ha dejado. La imágen que me inspiró fue la de la Giralda que luce, que enseña su belleza, su fuerza, su poderío, que se levanta en el medio de la plaza. Es una imágen que me adelanta y me sigue: un artista frente a la Giralda que la admira, con sus sueños, sus esperanzas, con sus miedos con respecto a la vida cotidiana. "Siento la Giralda" es una toma de conciencia respecto a la vida y a las dificultades, y esta toma de conciencia me ha llevado hasta a la necesidad de abrirme al público como nunca hice antes.

Hay una persona, en particular, a la que has dedicado este espectáculo?
Un espectáculo está siempre dedicado a álguien.

Qué te dió más la inspiracion para este trabajo?
La verdad es que todo empezó debido a una manía personal que tengo, o sea, el estado de animo de las personas, que es un mundo enórme. Lo que cada vez me sorprende es que, con respecto al estado de ánimo en que esté, cambia mi propria manera de crear, coreografar y, por supuesto, bailar.
Lo que más me importaba era el hecho de mostrar mi personalidad artistica, esta fuerza que me consuma de dia en dia. Lo que quiero es poner en tela de juicio, en el escenario, solamente mi intimidad artistica. Todo esto casi como si fuese un flas, un avance, algo provisorio, un espejismo, durante todo el espectáculo: cuando termina, a la hora de salir del escenario, todo vuelve a ser como era antes.

Podemos decir que tu intento es lo de transmitir al público tu lado mas escondido. Porqué esta elección?
Quiero quitarme los trajes, o sea, quitarme mi imágen frente al público, asi que la gente lo vea todo: mi fuerza, mi pasion, pero también mi sensibilidad, mi incertidumbre y mis miedos.

Este trabajo es un traslado hacia el exterior de tus emociones.
Pues si. Todo esto es el aire que me permite vivir. El espectáculo es como una tela, atentamente tejida entre mi alma, el arte, la música y mis musicos. Es un diálogo interminable, que nos da aire. Es confiarse nuestras emociones más personales sin la necesidad de decir nada. Todo tiene sentido: los gestos, las miradas, las sonrisas. Todo comunica todo. Voy a estrenarlo, voy a estrenarme.

En tu espectáculo "OTRA PIEL" estrenabas una imágen diferente de ti misma. Ahora ha pasado un año: cuánto te has evolucionado?
Mucho, muchisimo. Sobre todo si hablamos de mi arte. Tengo la suerte de trabajar con profesionales, que admiro muchisimo, y ellos me enseñaron muchas cosas. La relacción que tengo con mis colegas y mis musicos es un reto, positivo, que me lleva a un crecimiento verdadero, porque de ellos aprendí clases no solamente de técnica y de estilo, sino también clases de vida.

Cómo valoras este último trabajo?
Un artista siempre tendría que tener la audacia necesaria para mostrar al público lo que es de verdad. Llega un momento en nuestras vidas de artistas en el que tenemos que revelar nuestra personalidad mas honda. Es también un salto de calidad en el trabajo, en el diálogo con la gente, asi que puedan disfrutar de nuestro trabajo. Cada vez que monto un espectáculo me pregunto qué quiera enseñar a la gente,el estado de animo que tenga, me pregunto qué esté pasando conmigo. Por eso cada espectáculo es diferente.

Muchas veces han dicho que tu baile es moderno, avanguardista: qué piensas con respecto a las contaminaciones artísticas?
Bueno, el hecho es que el flamenco se está evolucionando y es imprescindible tomar inspiraciones desde las nuevas tendencias. Personalmente, me gusta mucho lo "puro", pero creo que cada uno tendría que crearse o, más bien, interpretar su arte con su propio estilo y su propia manera de sentir las cosas. La verdad es que tendríamos que meternos en la piel de cada palo, lo digo siempre. Respetar los palos, las reglas, aunque a veces todo esto pueda ser mas libre. Mas moderno.

El espectáculo termina con una Soleá. Porqué?
La Soleá es el palo que más me representa, por eso me lo pusieron de mote de chiquitita. Tambièn es el palo que bailo mas: tiene una fuerza visceral, que recurre el cuerpo entero, pero que no se libra hasta el final. Muchas veces ni siquiera se libra. La Soleá de "Siento la Giralda" la nombré "De Apoyo", ya que es lo básico de mi vida. Es un volcán interior, que tiene una fuerza que no se puede describir. Es, al pie de la letra, lo que me sirve de apoyo, lo que me da fuerza. "De Apoyo" es un lamento visceral, intenso. Conmoción. Soledad. Melancolía, tristeza, dolor, que se convierten en la expresión de los sentimientos y de los acontecimientos de la vida.

Contatore visite dal 6 giugno 2011
 
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