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Un gruppo Heavy Metal dalle tinte eclettiche: Rapid Fire
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Un gruppo Heavy Metal dalle tinte eclettiche: Rapid Fire


A cura di Alessandro Rizzo


Sono Heavy Metal e si chiamano Rapid Fire. Amano molto i Judas Priest, a cui si ispirano, il vero genere Metal. Non amano fare cover in quanto "uccide la creatività e la natura stessa della musica". Compongono sempre brani inediti, proponendoli al pubblico, in quanto "comporre significa godere di propria personalità e maturità musicale". La loro musica assapora vari stili, quindi possiamo definirli eclettici, pur rimanendo nel solco del metal.

1. Rapid fire: da dove è nato il nome?

Il nome Rapid Fire nasce dal titolo di una canzone dei Judas Priest tratta dall'album "British Steel" che getta le fondamenta dell'heavy metal classico. Siamo molto legati a quelle radici, reputiamo essere quello il vero Heavy Metal.

2. Quale è stata l'idea di organizzare un gruppo musicale?

L'idea di formare i Rapid Fire nasce da due componenti che oggi non suonano più nella band, rispettivamente Yuri alla chitarra e Rino alla batteria, conosciuti una sera durante una birra grazie ad una comune spilla dei Running Wild. Da quel lontano 1998 ad oggi abbiamo subito molti cambi di line-up che hanno purtroppo rallentato molto i lavori in casa Rapid Fire. Sarebbe troppa lunga la lista per citare tutti i musicisti che hanno transitato, preferisco risparmiartela, anche perchè rischierei di dimenticarne sicuramente qualcuno.
Ritornando alla domanda sopra, l'idea di creare i Rapid Fire nasce soprattutto per condividere il piacere di fare musica. Nostra musica: just original! Avere professionalità, proporre brani inediti e suonare dal vivo. Personalmente non crediamo in quelle band underground che stringono tra loro rapporti strettamente musicali/professionali; l'amicizia e lo stare bene tra noi è fondamentale. Suonare e avere una band deve sempre essere un piacere, qualcosa che diverte e fa sorridere; certamente senza mai perdere il fuoco della professionalità.
Solo cosi si crea la giusta alchimia tra musicisti e quindi buona musica.
Abbiamo sempre cercato di evitare di cavalcare i palchi suonando cover, o essere una cover band. Riproporre per una vita intera la musica di altri, delle grandi star del rock, essere una cover band, essere dei perfetti cloni è la morte interiore di ogni musicista. E personalmente non riesco a concepire come tanti musicisti si pieghino a questa condizione solamente per riuscire a strappare qualche serata in più a fine mese.
Suonare solo cover uccide la creatività e la natura stessa della musica.
Comporre invece significa godere di propria personalità e maturità musicale, e noi cerchiamo di farla emergere proponendo sempre brani inediti. Purtroppo oggi giorno sono sempre più i locali che richiedono cover band per ovvie ragioni di "incasso sicuro" e purtroppo per le band emergenti risulta sempre più difficile riuscire a ritagliarsi spazi nei quali esibirsi: noi ci proviamo.
Non vogliamo morire con l'etichetta di cover band. Amiamo vivere, pur avendo la piena consapevolezza di percorrere la strada più difficile … correndo quindi il rischio di rimanere sempre una band underground. Poco ci interessa di questo.
Rapid Fire, just original!

3. Scream nel dicembre 2004, prima compilation ... che cosa è cambiato in termini di contenuto e di stile da quel momento?

Si, "Scream!" esce nel 2004, ormai un bel pò di anni fa. Sarebbe proprio il caso di cominciare a provvedere ad una ristampa...le copie sono finite.
Da allora ad oggi l'unica cosa che è cambiata è la line-up. Per il resto, l'entusiasmo e la professionalità sono rimaste allo stesso passo.
Musicalmente parlando, lo stile e il genere rimarrà sempre lo stesso. I brani sono interessanti e gradevoli dal punto di vista musicale e di testi. Trattiamo argomenti moderni, politici, schiavitù salariale, passato e presente, attacchi di pazzia, voglia di vivere anche quando la morte e il suicidio dilaga nella società, e dell'ipotetico arrivo di una terza guerra mondiale. Ogni canzone tratta un diverso argomento. Non parliamo di guerrieri e di temi epici per scelta: sono decisamente troppo inflazionati e personalmente poco interessanti e reali. Preferiamo tematiche più profonde.

4. Abbiamo in progetto l'uscita del nuovo cd ... quali sono le attese? Puoi farci alcune anticipazioni a riguardo?

Le attese per il nuovo cd che si titolerà "Too Loud..." sono assolutamente positive. Rispetto al precedenze "Scream!" avremo un sound più power-thrash grazie anche all'influenze del nuovo chitarrista ritmico Aldo.
Colgo quindi l'occasione per presentare la nuova line-up: Antonio Pecere (voce); Marco Poliani (Chitarra); Aldo Giuliano (Chitarra), Cesare Ferrari (basso); Marco Maffina (batteria).
Le canzoni sono quasi tutte finite, dobbiamo solo sistemare e completare qualche piccolo arrangiamento, ma questione di poco. Posso già citarvi qualche canzone, alcune delle quali abbiamo già iniziato a proporle dal vivo riscuotendo buon gradimento da parte del pubblico: Let Me Live Forever, Feel Your God, WW3, Burning Hell, Past & Future, The Evil To Pay...e ancora altre. Saranno una decina di canzoni per un totale di circa 45 minuti di musica inedita. Vi rimando quindi all'ascolto non appena uscirà "Too Loud..."

5. Avete dei riferimenti musicali e artistici a cui vi rifate, oppure possiamo dirvi di rottura rispetto a un determinato genere?

Beh è inutile nascondere le nostre origini. Nel nostro sound si riflettono molto le radici del metal anni '80. Abbiamo influenze power-thrash. Sicuramente tra i nostri ascolti ci sono band come Loudness, Judas Priest, Running Wild, Malmsteen, Megadeth, Annihilator e molto altro ancora. Noi proponiamo la nostra musica, più stili in modo da creare il nostro trademark.

6. Il pubblico come reagisce alla vostra produzione e, soprattutto, quale è il rapporto che intrattenete con questi?

I Rapid Fire hanno sempre riscontrato un buon rapporto col pubblico, specialmente scherzoso e simpatico a partire dai componenti stessi. Per prima cosa suoniamo e ci divertiamo; crediamo siano questi gli ingredienti per fare divertire anche il pubblico.

7. Possiamo dire che la musica giovanile e fuori dal mercato delle major sia in crisi?

La musica è in crisi, ma prima di lei, è l'intero genere umano ad esserlo. Ne è testimonianza tutto quello che sta succedendo nel mondo in questi ultimi tempi. Delle major e delle etichette in generale onestamente credo abbiano voluto speculare troppo nel passato e ora ne pagano le conseguenze.
Purtroppo tutto questo si riflette sui giovani e sulle giovani band indipendenti alle quali viene offerto, purtroppo, pochissimo spazio. Noi cerchiamo di guadagnarcelo!

Grazie dell'intervista e speriamo di aver soddisfatto tutte le vostre curiosità.

 

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