Ì
Ti racconto la storia, la leggenda, i racconti di guerra e di antichi cavalieri. Il cuore sopravvive, sopravvive, nei sogni che cammino dal vostro lato. Se fossi un cavaliere antico nobile farei una pausa. Uno spende la livella da solo, è su fuoco liar, brucia il suo tempo nel camino. Un sogno. Battaglie, trappole, miracoli. Un conto alla rovescia finale e ce ne andremo su Marte alla ricerca di elfi platonici. Sembra ieri quando l’autunno sapeva di caldarroste e foglie morte; la lotta contro le slot machines e i videopoker dimostrò l’esistenza di un demone concreto, eppure sei uno sciocco se pensi alle nuvole mentre lavi il pavimento del bar o corri incontro alla notte su ali tenere. Bocche d’ombra per andare a caccia di parole acute.
Apro un libro sbertucciato polveroso. Il sapiente filosofo costruì su tanta erudizione l’edifizio del suo invidiato metodo terapeutico. Ciò gli procurò ingenti guadagni nella cura delle malattie veneree, ma non gli evitò la sua propria fine per febbre, di ritorno da una visita alla duchessa, come da tipica profezia rinascimentale. Già, polvere aristotelica a colazione e angeli eretici nel buio delle sale. Le locandine parlano di rinunce e di amplessi in dolby stereo. La castità è una leggenda, non un’invenzione, e circola clandestina in rifilature e sussurri. Melting pot. Background genetico nelle tasche del destino, i centri commerciali vendono ancora lettering e immagini in quadricromia. Il senso della vita ha una risoluzione minima, sparisce sulle pellicole in fantasmiche retinature. Drammi che commuovono me soltanto, mentre mando in stampa un articolo su sospette glicosurie.
L’hotel ha dodici porte, dodici camere in cui il sonno mangia i clienti e i cuscini raccontano di giochi atavici. La matrice è nella caverna, nei documentari su gnu e lemuri. La personalità emicranica è caratterizzata da rigidità esigenza perfezionismo ipersensibilità compulsività. Nella notte stellata e gelida mi siedo a guardare il cielo e penso a lei. Forse la luna conosce il destino dei trilobiti e rischiara acque di felicità. Non mi piace ingannarmi con la pornografia, preferisco una partita a carte colla necessità. Amica amicae, antico vocabolo equilibrista, nominativo genitivo singolare. Single. I bambini di questo tempo capiranno il secolo delle e-mail e degli sms, dei fast food e dei dvd? Lo capiranno almeno loro?
Io continuo a mettere caffellatte nello zucchero.
Firenze, 7 dicembre 2002
Massimo Acciai